La Dakar, il Rally Raid più conosciuto del pianeta, torna in Africa a causa dei problemi in Medio-Oriente che potrebbero pregiudicare la sicurezza.

La leggenda nasce da un imprevisto. Nel 1977, durante il rally Nizza-Abidjan, il motociclista Thierry Sabine si smarrisce nel deserto libico. Rimane isolato per tre giorni senza acqua né cibo su una Yamaha XT500 prima di essere miracolosamente tratto in salvo.
Invece di farsi intimorire, Sabine rimane stregato dal fascino del deserto e decise di condividere quell’esperienza creando una gara aperta a tutti. La prima storica edizione parte il 28 dicembre 1978 da Piazza del Trocadéro a Parigi, con 170 partecipanti diretti verso la capitale del Senegal.

Nel corso degli anni ’90 e 2000, l’instabilità politica di alcuni paesi africani ha costretto gli organizzatori a cambiare spesso i tragitti. Il punto di rottura definitivo si consuma alla vigilia dell’edizione 2008: a causa di gravi e dirette minacce terroristiche in Mauritania (dove erano stati uccisi quattro turisti francesi poco tempo prima), la corsa viene cancellata a poche ore dalla partenza. Per salvare l’evento, la società organizzatrice (ASO) decide di trasferire l’intera carovana dall’altra parte del mondo, in Sudamerica, a partire dal 2009.

 

Dal 2020 la Dakar si sposta in Asia precisamente in dall’Arabia Saudita, paese nel quale si corre fino al 2026 attraversando i suoi vasti deserti e paesaggi rocciosi.

A causa della situazione geopolitica e dei conflitti in corso l’edizione 2027 della Dakar è stata spostata dall’Arabia Saudita e si svolgerà tra Portogallo e Marocco.
La gara partirà il 9 gennaio da Faro, nel Sud del Portogallo per concludersi il 23 gennaio a Marrakech in Marocco.

 

NEL DETTAGLIO
Il 5 gennaio a Loulé-Faro, si svolgeranno controlli amministrativi e tecnici dal 6 all’8 gennaio. Il 9 gennaio si terrà il prologo in Portogallo, prima della prima tappa speciale il giorno successivo. La tappa proseguirà con un trasferimento al porto di imbarco per Nador, Marocco. La traversata del Mediterraneo avverrà durante la notte.
Al loro arrivo nel continente africano l’11 gennaio, i concorrenti si trasferiranno al primo bivacco marocchino a Bouarfa. Dalla regione orientale, nel nord-est del Marocco, la gara inizialmente si dirigerà verso sud lungo i Monti dell’Atlante, la vera spina dorsale del Regno, passando per Zagora, poi Agadir, dove la carovana farà una pausa di 24 ore.
Sarà poi il momento di allontanarsi dall’Atlante e avventurarsi nel profondo dei vasti e distintivi deserti dell’estremo sud del paese. Smara, poi quasi a Dakhla, segnerà i punti più lontani sulla mappa della seconda settimana. Da lì, la carovana inizierà il viaggio di ritorno verso nord, ancora una volta passando per Smara, prima di seguire l’Oceano Atlantico e raggiungere Marrakech, la sua destinazione finale.

Il percorso, studiato nelle ultime settimane sulla base delle conoscenze accumulate dai team organizzatori e di una serie di ricognizioni, rispetta gli standard abituali del più grande evento rally-raid della stagione, con 4.341 km di tappe speciali. Quotidianamente, la maggior parte delle tappe speciali si estende tra i 350 e i 500 chilometri. Una media sostanziale, soprattutto alla luce della natura specifica del terreno da coprire. Gli esperti sanno che i deserti del Marocco sono tra i più impegnativi al mondo.