E’ strano da dire, ma abbiamo già avuto modo di ribadirlo: le vittorie di Ken Roczen fanno tutti felici! Sarà per il modo di fare del tedesco che nel corso degli anni ha saputo cambiare e mettere da parte la freddezza tipica del suo paese natale e lasciar trasparire le emozioni, sarà per i pesanti infortuni subiti da “Kenny”, che avrebbero interrotto la carriera a quasi tutti i piloti, ma non a Roczen che ha saputo sempre ritornare in sella alla moto, ancora più forte di prima. Sarà perchè corre con la Suzuki “privata e vecchia”, sta di fatto che sembrano tutti contenti della sua vittoria.
Roczen ha debuttato nella MX2 con la Suzuki nel 2009, appena compiuti 15 anni e, guardate quanto era “impostato” a quel tempo. Probabilmente siamo stati tra i primissimi ad intervistarlo in video e solo grazie ad un approccio in lingua tedesca, siamo riusciti a strappargli qualche minuto. L’intervista di Nicola Paoletti, risale al GP di Germania 2009 a Teutschenthal, a 40 Km da casa sua, dove Ken, con due secondi posti di manche, vinse l’assoluta per la prima volta. Perdonate la qualità del video, ma allora si facevano così…
Pensate ad un ragazzino, supportato dall’allora distributore della Fox in Germania, quel Wolfgang Thomas che poi divenne per molti anni selezionatore della squadra tedesca al MXoN, un marchio a cui Roczen è rimasto sempre fedele nel tempo (l’abbigliamento Shift era comunque un marchio del gruppo Fox), un biondino entrato nel team Teka Suzuki Factory guidato da Sylvain Geboers, catapultato nel mondiale motocross che a 32 anni, dopo bel 17 stagioni, vince il suo primo titolo Supercross della 450.
Ken Roczen è il primo pilota ad aver vinto il titolo di Campione del Mondo MX2, di Campione SX 250, di WSX ed ora di SX 450.
2011 – FIM MX2 World Champion
2013 – AMA 250 SX West Champion
2014 – AMA 450 MX Champion
2016 – AMA 450 MX Champion
2022 – WSX World Champion
2023 – WSX World Champion
2026 – AMA 450 SX Champion
Durante la conferenza a fine gara, Kenny ha risposto a molte domande, visibilmente emozionato. Riportiamo, parte di alcune risposte.
“Oggi è stato un giorno emotivamente difficile. Non è stata affatto facile, sono esausto sia fisicamente che mentalmente e le ultime settimane sono state davvero impegnative ma ho sognato questo momento fin da quando ero bambino.”
“La mia vittoria dimostra che non mi sono mai arreso perché non bisogna mai arrendersi. Chiunque, a qualsiasi età, quando scende in pista prova ansia, emozioni che ti tolgono il respiro e sono sensazioni che provo anch’io. Lavoro duramente ogni giorno e questa vittoria è il risultato di tutto questo impegno. Tutti lo possono fare!”
“Ho immaginato questo momento per tutto l’anno, al punto che, persino a casa, mi emozionavo. Mi nascondevo dai miei figli, lo immaginavo e lo desideravo così fortemente che mi emozionavo anche durante la settimana, forse sentivo che sarebbe successo e quando provi certe emozioni, ti viene voglia di crederci e ce la metti tutta. Che giornata fantastica!
“Dopo la cerimonia di apertura Courtney io ed i ragazzi ci siamo abbracciati, abbiamo trattenuto le emozioni e da lì in poi sono rimasto concentrato. Ogni giro del Main Event sembrava l’ultimo con i fans che urlavano e mi sostenevano. È stato pazzesco, grazie a tutti. Quando ho vinto il primo titolo della mia carriera ero in Germania, ero ragazzino, qualche volta mi capita di vedere i video, ma le emozioni che sto provando qui oggi sono davvero incredibili. Sono senza parole ne non ho mai provato niente del genere, resterà per sempre nei miei ricordi.”
“Quando il mio meccanico mi ha segnalato che Hunter era caduto mi sono solo detto, ok adesso non devi fare errori. Il tratto delle whoops era davvero complicato ed ho cercato di fare attenzione, ho evitato ogni rischio, ogni problema, tenevo solo d’occhio di dove fosse Hunter. Ho cercato di stare calmo e freddo ed alla fine è andato tutto bene”.
Good job Kenny!




