Press Day al Thunder Valley di Lakewood in Colorado: i piloti fanno qualche giro di pista, fanno due pieghe per le foto di rito e per i video sui social e via. Nessun rischio, nessuna bagarre, questa non è la gara.
Chase Sexton con la sua Kawasaki cade rovinosamente, la moto rotola, il pilota dell’Illinois va in terra pesantemente, fortunatamente si rialza e claudicante raggiunge il bordo pista dove si siede frastornato.
Chase Sexton non prenderà il via delle gare ed il suo commento è chiaro: “Beh, non è una bella giornata, il ginocchio sembra andato, ma lo controllerò una volta a casa. La caduta era fuori dal mio controllo ma da pilota la situazione è stata spaventosa. Sono fortunato a non essermi fatto davvero male, lassù qualcuno mi stava guardando.”
Una caduta da paura, ma cerchiamo di analizzarla. Chase salta, la moto si impunta pericolosamente: cosa fanno solitamente i piloti a questo punto? D’istinto spalancano il gas cercando di recuperare, la moto “urla”: la Kawasaki #4 però rimane muta, probabilmente perchè è spenta. La caduta è da paura!
Sexton dice “era fuori dal mio controllo”: è evidente un problema che ha fermato il motore escludendo di fatto Chase dal controllo, costringendolo a saltare giù e sperare in un atterraggio senza gravi conseguenze.
Negli ultimi 12 mesi, sulla gestione del Team Kawasaki Factory in USA, ne abbiamo sentite e lette di tutti i colori: Jorge Prado scappato, un meccanico che gli ha dato del brocco, Chase Sexton in grande difficoltà nel SX, ora questo ulteriore problema.
In 250 la squadra gestita da Mitch Payton (Team Pro Circuit) vince, in Europa Kawasaki ha vinto il titolo MXGP 2025 con Romain Febvre, Mathis Valin in MX2 non va affatto piano, probabilmente iniziano ad arrivare le risposte sulle responsabilità di questa debacle, che non sono certamente dei piloti.
Se veramente il ginocchio fosse “andato” ci vorrebbe qualche mese.
In bocca al lupo a Chase Sexton: chissà se lo rivedremo ancora in pista in green…




