Yamaha YZ 250 2005
di Massimo Callegari

Eccoci qui… in una fredda giornata di Febbraio nella pista di Vercelli. Non saranno poi questi 3 gradi a fermare la nostra passione, giusto?! La prova della Yamaha YZ 250 2005 nuova di trinca era d'obbligo dopo l'esito del sondaggio che sanciva la netta vittoria del 2T sul 4T.

La moto: 
L’occhio cade immediatamente su sto tanto discusso telaio in alluminio, per un risultato estetico sicuramente più aggressivo rispetto alla scorsa stagione. Nulla da dire, proprio bella. Finalmente anche Yamaha monta di serie un bel Renthal, ma per i miei gusti è proprio basso. Una volta cambiato con un manubrio più vicino alle mie preferenze, in sella si è a proprio agio sin dall’inizio. Alta e snella tra le gambe. C’è comunque qualcosa che ci dice che non si è seduti su un 125 oppure su un 250 4T, insomma ci si rende conto che si ha a che fare con una moto "più grossa". Un colpo di pedalina, e proprio mentre la scaldi, inizi a realizzare… questa è inkazzata! Mah… magari è il freddo?!

   

In pista:
Bastano due giri per capire che il freddo centra fino ad un certo punto. E’ vero, considerando la temperatura della giornata, una carburazione un po’ più grassa non avrebbe guastato alla guida, in maniera da rendere il mezzo un po’ meno nervoso, e più docile sulle braccia. Corposo sin dai bassi per un allungo… che forse non sono nemmeno riuscito a sentire. Bestia come spinge ragazzi!
L’impatto con il nuovo telaio non è così drastico. A volte sembra trasmettere rigidità, ma è difficile capire se è a causa del telaio oppure delle forcelle. Sono proprio le forcelle che ho trovato essere molto legnose. Abbiamo cercato di apportare qualche modifica (o qualche click!), ma poco è servito. Parlano di una forcella nuova, ma credo sia il punto
debole della duecinquanta di quest’anno. Il mono, invece, è all’altezza della situazione; una volta settato alle proprie misure ed esigenze, l’ammortizzatore svolge perfettamente il suo lavoro.
Ottimi i comandi, magari ci si aspetta un po’ di più dall’impianto frenante… d'altronde bisogna pur fermare tutti sti cavalli! Coloro che scendono da una 4T si devono dimenticare del freno motore, ma una volta presa la mano, chi vi ferma più? Nel mio caso, a fermarmi è stato quel dolorino alle braccia che puntuale dopo 4 giri mi dice che è giunta l’ora (o meglio il minuto) di fare una pausa.

Si ha a che fare, quindi, con una moto che poco perdona. Destinata ai più esigenti, ma che allo stesso tempo può divertire se guidata in maniera fluida altrimenti può avere effetti collaterali. Una moto in complesso molto competitiva che ha poco da invidiare alle rivali 450, ma siate pronti a sudare!

Alla prossima ragazzi e buon divertimento!

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Massimo Callegari per