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Honda CRF 250R 2005
di Massimo Callegari
Abbiamo messo sotto torchio
la 4T che molti definiscono la moto dell'anno: stiamo parlando della Honda CRF
250R.
Dobbiamo ammettere che la moto a nostra disposizione non è standard al 100%,
infatti, sono stati apportati alcuni cambiamenti per meglio adattarla alle
preferenze del legittimo proprietario, ovvero Aimone Dal Pozzo (che ringraziamo
per aver reso possibile le prova). Un ringraziamento anche a Ippolito Fassati di
MOTO.IT che ci ha fatto da fotografo per mezza giornata. Niente male,
vero?
Parliamo allora innanzitutto delle
modifiche: le pedane sono quelle maggiorate (usate frequentemente negli USA), con
la caratteristica che possono essere montate al "contrario" in maniera da
aumentare distanza sella-pedane; la stessa sella è stata alzata di 5 mm; il
"paraspruzzi" posteriore è della Basso Racing Parts che produce parti
su misura in carbonio; lo scarico è il nuovo prodotto della Leovince, mentre le
forcelle sono state riviste da Massimo Castelli (ex tecnico Team Rinaldi). Il
rombo della Leovince si sente, forte e
reattivo, ma ci sorge un dubbio… sarà in grado di superare le prove
fonometriche? Voci di corridoio, infatti, mi confermano che il "rombo"
supererebbe i limiti previsti dal regolamento, il che non sarebbe molto
simpatico dopo una spesa di ben € 700.00. Aimone, però, mi conferma che nel
kit sono comprese altre due strozzature per limitare la rumorosità, ma allo
stesso tempo anche la performance. Insomma, a voi le conclusioni…
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Torniamo
a noi e ai primi giri in pista. La prima cosa che mi colpisce e la facilità con
cui ci si alza e ci si siede grazie all’aumento dell’altezza pedana-sella.
Ottimi i comandi: frizione morbidissima, gas reattivo e cambio perfetto. La
pista è molto bucata ed impiego un paio di giri
per individuare le traiettorie migliori. Il
compromesso telaio-sospensioni è realmente piacevole. La casa alata è arrivata
a proporre un telaio ormai eccezionale, agile nei cambi di traiettoria ed in
grado di trasmettere sicurezza anche nei tratti più veloci. Le Showa che la
Honda monta di serie, svolgono a dovere il proprio lavoro sia in staccata che in
uscita di curva… nulla da lamentare. Come anticipato, le forcelle sono state
riviste da un tecnico del settore, ma Castelli stesso mi conferma che si parte
già da un ottimo prodotto.
Questa non
vuole essere un pubblicità a favore della Honda, infatti come mi è piaciuto telaio e sospensioni, il
motore mi ha lasciato dell’amaro in bocca. Parte in causa, è sicuramente il
complesso di scarico, anche perché tutti coloro che hanno provato la moto di
serie, ne sono rimasti positivamente impressionati (compreso il sottoscritto).
Il motore sale di giri, ma senza mai darti quella spinta che si si aspetta.
"Ma è un 4T!", mi direte voi… ma vi posso garantire
che in questa versione la curva di utilizzo è sin troppo "tonda". Secondo
la mia opinione è la curva della scarico proprio in prossimità del
cilindro a rendere l’erogazione così docile. La versione diretta (quella
senza curva), mi dicono rendere la moto più cattiva. Non fraintendetemi, una
soluzione di questo genere può essere benissimo apprezzata dai piloti alle
prime armi o da tutti coloro che non vogliono sentirsi "strappare"
all’uscita di ogni curva. Insomma, come sempre, dipende dai vostri gusti. In
giudizio complessivamente positivo per una moto alla portata di tutti, esperti e
non: abbiamo visto come
piccole modifiche possono cambiare una moto e anche il proprio modo di guidare,
quindi, forza e coraggio perché manca solo un mesetto all’inizio delle gare!
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Testo di Massimo Callegari |
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Foto di Ippolito Fassati |